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martedì 19 agosto 2014

cinque/272

  • sempre nell'ottica della tradizione e della consuetudine, eccoci al post di metà agosto, quello che coincide con la fine del periodo passato con mia figlia. siamo stati insieme quasi due settimane, 13 giorni per l'esattezza. è andata via qualche ora fa. non sono andate bene, non sono andate male. anche perchè non potevano che essere quelle che sono state. ormai lei ha 16 anni, a quell'età il genitore è una entità che sai esserci se ve ne è bisogno, ma per il resto si punta a farts i cazzi propri. per dire, sia io che sua mamma insistavamo per farle prendere un treno oggi pomeriggio per la Liguria in modo di evitare quello con i cambi visto il valigione che si portava dietro (e l'età, che mica è una donna), ma lei voleva prenderlo al mattino per non perdere la giornata di mare (lei che la tiri giù dal letto con le cannonate). poi ha visto le previsioni del tempo e ha deciso di andare via nel pomeriggio. per dire, l'ho chiamata stasera per sapere se era arrivata ma non mi ha risposto. poi mi è arrivato un sms di sua mamma per dirmi che era arrivata. le ho chiesto perchè non mi aveva risposto, per poi scoprire che era già uscita e lasciato il suo amato smartphone a casa. cioè, mancava da due settimane, ma come se niente fosse è uscita subito. e anche qualche minuto fa che l'ho chiamata era già nel lungomare della sua abituale località ligure.
  • detto questo, non siamo stati male, mi ha ringraziato per le vacanze che sono state per lei  bellissime (e ci mancherebbe, col cazzo che con sua mamma andava in un posto del genere) e scusata se "ogni tanto è complicato gestirla" (ha usato letteralmente queste parole). in queste due settimane mia figlia è stata a contatto con una realtà agiata, non parlo solo della settimana passata fuori Italia, ma anche quando siamo stati nella villa del mio amico ricco e con i suoi figli che hanno tutto, ma proprio tutto. in vacanza siamo stati in nord Africa, in un villaggio vacanza molto "hard". mentre ero lì pensavo a come l'avrei descritto nel blog al mio ritorno. non avrei voluto essere radical-chic, tanto mi stanno sui coglioni quelli che fanno gli snob. era da una decina d'anni che non andavo in un villaggio veramente villaggio, ma non me li ricordavo così. e, ripeto, sempre per non fare lo snob, non è che io viaggio con avventure del mondo. almeno la metà delle mie vacanze, soprattutto se all'estero, le organizzo tramite agenzie di viaggio, ma con combinazioni che mi permettono una dimensione, come dire, poco stanziale. quest'anno per accontentare mia figlia siamo stati in uno di quei villaggi dove ci sono 1000 animatori, 1000 attività, 1000 facce che si possono definire in un solo modo: la peggiore Italia. non avrei voluto scriverlo, ma è così. persone che non sentono la crisi o che anche se la sentono per una settimana la lasciano a casa. tante amicizie e abbracci, che al 99% sfumeranno una volta ritirati i bagagli a Malpensa, l'anfiteatro, il gioco aperitivo, lo step e la zumba. e nessuno che osi andare cinque metri al di fuori del recinto della spiaggia. e se proprio qualcosa vuoi vedere, fai la gita organizzata dal tour operator che costa 60 euro come se niente fosse, gita di sei ore al massimo sia chiaro. e questi bamboccioni tra i 14 e i 17 anni, che quando si sono salutati alla fine del soggiorno si sono tutti messi a piangere, persino i ragazzi. ripeto di nuovo, non ho mai fatto vacanze a cazzo, mi piace la comodità, ma l'Italia del villaggio vacanze è una Italia di merda. se qualcuno che passa da qui trova offensive le mie parole, beh... pazienza!
  • per quanto riguarda il running, faccio una premessa. mi sono iscritto a due gare amatoriali, una a settembre (durissima) e una ad ottobre (abbordabile, che farò con Ele, giusto cara amica bergamasca ?). quella di settembre è tra neanche tre settimane fa, e non so come farò a farcela. detto questo, prima di partire ho raggiunto i due traguardi ambiti da ogni runner serio: ho superato l'ora di corsa e ho superato i 10 km. è stato un crescendo, 56 minuti, 59 minuti e alla fine 1 h, 03' e 13". in Africa ho corso quattro volte. la prima volta puntando la sveglia alle sette del mattino, e sbagliando perchè il caldo era più forte al mattino che nel tardo pomeriggio. morale della favola, solo 31 minuti. poi un bergamasco mi ha indicato un percorso di 6 km tondi che io ho fatto diventare da 6,5 correndolo in 37 minuti circa. poi sabato ho corso quasi 47 minuti facendo 8 km, e finendo in mezzo a migliaia di locali. d'altro canto, tra abbronzatura, riccioli e barba lunga sembravo uno di loro. se non fosse stato per il braccialetto del villaggio... la difficoltà lì erano le strade dissestate e la puzza. una puzza insopportabile in certi tratti. però correre in Africa è stata una esperienza affascinante. stasera sono andato a correre, ma sono andato in affanno dopo 5 km, anche perchè sono partito forte. alla fine dopo 7 km mi sono fermato. non va bene, ma rischiavo solo di farmi male. ma è da ieri che ho crampi allo stomaco.
  • ho letto molto in queste ultime settimane. e quasi sempre libri belli o molto belli. tra questi ultimi voglio citare "le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto. questo libro, ambientato nella "mia" Torino mi ha permesso di tornare sul primo ricordo della mia vita, parlo di quello certo e nitido. nel libro vengono descritti ad un certo punto gli scontri di Corso Traiano; per chi ha buone conoscenze di storia contemporanea furono dei violentissimi scontri avvenuti il 3 luglio 1969 (il giorno del mio compleanno, 3 anni) tra operai della FIAT ma non solo, extraparlamentari e forze dell'ordine, avvenuti fuori da Mirafiori. noi non abitavamo vicino alla ex grande fabbrica-città (se qualcuno l'ha mai vista, è veramente - anzi era - una città), ma vi fu una coda nel mio quartiere. lo scrittore così scrive a pagina 204, riprendendo un articolo de "La Stampa": "ore 2: nuova vampa di teppaglia a Borgo San Pietro". quello è il quartiere dove ho abitato per i miei primi 10 anni, a qualche km da Mirafiori. io dormivo nel mio lettino, e ricordo bene la notte che diventava giorno, gli spari, i lacrimogeni, i cassonetti messi lungo la strada, le urla. ma soprattutto quella notte completamente illuminata (essendo luglio, è probabile che i miei dormissero con le porte aperte e le tapparelle alzate) a giorno. ma avevo tre anni, e mi riaddormentai subito, non sapendo che ero a pochi metri da una vicenda descritta in centinaia di libri.
  • scusate la lunghezza esagerata del post, credo che pochi di voi siano arrivati fino alla fine. adesso inzia la seconda parte delle mie vacanze. questa settimana saranno solo mie, anzi solo nostre. la prossima avrò da sbrigare un pò di faccende ma spero anche di continuare a farmi beatamente i cazzi miei. lo sapete, io non mi annoio mai! ci si aggiorna a fine mese amiche ed amici. vi lascio con la copertina del libro sopra citato, voto 8 e mezzo!

martedì 5 agosto 2014

cinque/271

  • chi mi conosce bene (e tra di voi c'è chi mi conosce bene e da tanti anni) sa che questo è il periodo in cui si scrive il classico post che segna la chiusura dell'anno lavorativo. perchè per me - reminiscenza di quando andavo a scuola - l'anno lavorativo comincia a settembre e finisce a luglio. è ormai oltre dieci anni che non prendo ferie importanti durante l'anno (al massimo una settimana nel periodo natalizio approfittando dei vari ponti), ragion per cui ad agosto, complice la chiusura aziendale, me ne sto a casa tra le tre e le quattro settimane. non è che mi dispiaccia la cosa: sto con mia figlia e soprattutto stacco un pò la spina che ne ho tanto bisogno.
  • nel precedente post avevo promesso che avrei parlato un pò del lavoro e di tutte le menate a contorno di questo periodo. non lo farò. o meglio, vi racconterò di un sogno fatto qualche notte fa, che penso rappresenti lo stato delle cose molto più di mille parole. sono ad una specie di convention aziendale, di quelle che coinvolgono dipendenti e clienti. pur essendo chiaro che io lì conosco un sacco di persone, il ruolo che ho e il lavoro che faccio in questi ultimi anni suggerisce che me ne stia un pò defilato. quindi ben lontano dalle prime fila e dalle luci della ribalta. solo che ad un certo punto si avvicina il presidente della società e mi dice: "Francesco, c'è stato un cambio di programma e devi parlare tu". al chè io gli faccio presente che non saprei cosa dire, ma è un attimo, perchè comunque prendo il microfono e salgo sul palco. sono totalmente impreparato, ovvio, ma memore della capacità che avevo (e che ho ancora) di comunicare in e al pubblico, inizio a dire un sacco di cose andando a braccio, in un italiano perfetto. solo che sono cose senza senso. ovvero, le frasi in sè hanno un senso, ma è proprio l'insieme, in quel contesto, che non regge. chi mi ascolta, in prima fila, si rende conto che sto dicendo un sacco di cazzate. chi è nelle fila successive però mi segue con attenzione. e infatti il presidente dice a chi gli sta seduto di fianco "si, sta dicendo un sacco di cazzate, ma sta funzionando, la gente lo ascolta". e più parlo, più il mio discorso nella sua follia inizia ad essere chiaro. e mentre parlo mi trovo con il microfono praticamente attaccato alla bocca e questa cosa fa sì che io inizi a produrre della saliva, che si attacca allo stesso. dovrei essere imbarazzato di questa cosa, ma in realtà non è così perchè col microfono appunto attaccato alle labbra della cosa non si accorge nessuno.
  • le cose nella mia azienda e in Italia non vanno affatto bene. Renzi si sta mostrando per quello che è, un emerito cazzaro. però siamo noi italiani ad esserlo, dei cazzari. un mio conoscente che lavora in una piccola società, di quelle con pochi dipendenti, non prende lo stipendio da quattro mesi. il suo titolare ha ricevuto tanti di quei decreti ingiuntivi che metà basta. tutti segnali decisamente chiari di un futuro prossimo da disoccupato. a 54 anni. beh, nonostante ciò è partito con sua moglie per le vacanze, 15 giorni all'estero. non credo che le vacanze siano state prenotate più di quattro mesi fa. e anche se fosse stato così, io avrei fatto di tutto per cercare di farmi rimborsare il costo del viaggio. in quante ore è affondato il Titanic ?
  • a chi me lo ha chiesto in coda al precedente post dico che lo scorso weekend è andato tutto sommato bene. domenica ho corso sulle strade dislivellate intorno a casa dei miei, che è molto più impegnativo che correre nella pianeggiante Milano. tra gli 8,5 ed i 9 km in 51' e 32". che è stato un gran tempo visto il percorso. sono andato a correre anche ieri sera, ma ho capito che a correre per due giorni consecutivi non ce la posso fare. dopo circa 4 km e 23' di corsa mi sono fermato, che rischiavo solo di farmi male. consideriamolo un allenamento. anche se mi girava un pò le palle farmi vedere fermo dalla comunità runner del naviglio.
  • quello che dovevo fare, le chiusure di luglio in primis, l'ho fatto. tra un pò iniziano le mie ferie. e come costume di questo diario, anche il blog si prende un pò di ferie (anche se manca ancora qualche giorno a partire per le vacanze vere e proprie). almeno un paio di settimane. sapete com'è, io sono abitudinario, e le abitudini vanno rispettate. a chi va e a chi resta mando il mio abbraccio. vi voglio bene.

venerdì 1 agosto 2014

cinque/270

  • inizio a scrivere questo post che sono le 9.30, ma non so quando lo finirò. perchè sono al lavoro e perchè devo uscire per appuntamenti. ma di lavoro oggi non voglio parlare, magari ne parlerò nel prossimo post, anzi sicuramente ne parlerò nel prossimo post, ma adesso proprio non ne ho voglia alcuna.
  • se lo scorso weekend è stato un pò una merda non è che si poteva pensare ad una settimana esaltante, e così è stato. sicuramente degna di nota è stata la prova su strada di mercoledi sera con le scarpe nuove. 8.400 metri in 49' e 07". merito in parte delle scarpe nuove, va detto, ma merito anche del fatto che non correvo dalla domenica e quindi i tempi di ripresa ci sono stati. l'importante per agosto è non fermarsi, cercare di correre tre volte alla settimana. per intanto però so che fino a domenica non se ne parla di inforcare di nuovo le scarpette.
  • in questi giorni mi è venuto da pensare a quando ho iniziato ad apprezzare la musica rock. mi è venuto in mente questa cosa ascoltando, mi pare mercoledi, su Virgin Radio More Than a Feeling dei Boston. primo album del 1976, insieme al successivo "don't look back" era una sorta di perdita della verginità collettiva per chi si approcciava al rock. mettiamoci sul piatto anche Made in Japan dei Deep Purple e The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e abbiamo chiuso il cerchio. voi dovete sapere che io sono cresciuto con delle bambine, nel senso che nel mio condominio ero l'unico maschietto. vi confesso che ho anche avuto una bambola verso gli 8 anni. capetta del gruppo era una certa Claudia, che aveva tre anni più di me. a 10 anni la mia famiglia cambiò casa, ma con i genitori di Claudia ogni tanto ci si vedeva. avevo 12 anni, non avevo visto ancora Grease (che però ebbe parte importante nella mia educazione musicale di quell'anno), e la mia amica di infanzia (che nel frattempo facendo prima o seconda superiore faceva la "grandicella assoluta" ed era diventata come immagine somigliante alla Anna Oxa di San Remo 78) nel chiuso della sua stanzetta mi fece ascoltare i suoi primi 33 giri in vinile. i 4 di sopra c'erano tutti, insieme a questi ricordo nitidamente un disco dei Kansas.
  • sempre in seconda media un ragazzo del mio condominio installò un tavolo da ping pong nel box. eravamo diventati bravini, e allora decise di entrare nel gruppo il fratello maggiore (tipo tre o quattro anni più di noi....). anche lui ascoltava rock, facendoci ascoltare oltre i soliti Boston e Deep Purple (ma non più solo made in Japan, ma anche Come Taste the Band e Machine Head......) si affiancarono i Cheap Trick e soprattutto i Jethro Tull. l'anno dopo, in terza media, ebbe inizio però una piena maturità musicale, complice soprattutto la lettura di una rivista che tanto ha fatto per quelli della mia generazione: Ciao 2001. guardate che copertine e capirete il perchè.
     
  • non resta che augurarvi buon fine settimana. io non dico nulla, che magari mi va di sfiga come la settimana scorsa. ieri sera ho scoperto che una amica ha avuto un flirt fugace con il cantante degli Air. sapete, quelli che cantavano sexy boy.....
ps: sono quasi le ore 18....
 

lunedì 28 luglio 2014

cinque/269

  • diciamo che il weekend non è per niente andato come doveva andare. diciamo che è stato un weekend abbastanza di merda, in cui ne son successe di ogni. tutte cose risolvibili, per carità. ma io mi infastidisco alquanto quando non riesco a gestire tutto ciò che scorre attorno a me. mi piace pensare di avere il controllo di ogni cosa, il chè naturalmente è impossibile. comunque non cambia nulla, la risultante è rimboccarsi le maniche e lavorare per sistemare le cose.
  • il running mi ha dato sodisfazioni alterne. venerdi sera ho fato un 49' e 36" di tutto rispetto, visto che ho superato gli otto chilometri. domenica però ho corso al mattino, e mi sono fermato dopo 23 minuti perchè non stavo bene nel rapporto gambe/testa/energia. e comunque correre al mattino non fa per me.
  • per cercare di compensare almeno in parte le disavventure del weekend, ieri pomeriggio mi sono comprato un paio di scarpe da running dell'Adidas (le mie Reebok erano quasi sfasciate anche se ci stavo molto comodo) atomiche, nel senso che siamo al livello di scarpe da professionista. non ve ne era bisogno, si può correre anche con scarpe meno importanti, ma avevo bisogno di togliermi una soddisfazione. 
  • ci pensavo l'altro giorno, a questa cosa dei Ramones tutti morti. il servizio fotografico sul sito del corriere è veramente bello. Renzi che visita la Concordia mi fa capire una volta di più che questo paese è spacciato, senza se e senza ma.
  • non so che settimana sarà questa. vediamo di farla andare al meglio, se si può. buona settimana a tutti voi.

venerdì 25 luglio 2014

cinque/268 (così va il mondo)

  • oggi la mia leggera misoginia è emersa nel vedere le colleghe tirate a lucido per una riunione con lo stato maggiore aziendale. in particolare, nel vedere una che avrà investito almeno un paio di biglietti verdi per l'occasione. messa in piega, gonna attillata sopra il ginocchio che faceva capire che le gambe erano state depilate in un valido centro estetico, una maglietta a V decisamente stretta e molto scollata ad uso e consumo della sua quinta di seno, scarpa con almeno 13 centimetri di tacco più zeppa. pronti, partenza e via, facciamo vedere un pò di mercanzia a chi comanda a 'sto giro, che male non fa di certo. tengo a precisare che questo commento è stato condiviso col suo capo e che io stesso le ho detto che oggi "era tantissima roba". questo per far capire che con questa collega io ho un rapporto abbastanza stretto, per quanto lo si possa avere in un luogo di lavoro.
  • tranquilli, non mi metterò a fare nessun pistolotto sul rapporto donna/competenza/bellezza/carriera, sulla Boschi e sulle tante emulatrici che ci sono nei vari campi della società. semplicemente perchè non serve a nulla. semplicemente perchè così va il mondo. bellezza, seduzione e, diciamolo pure, troiaggine (specificando che darla o farla annusare per me è la stessa cosa) aiutano, permettono a chi è più bella di vincere su chi è più brutta, e la cosa finisce lì. a meno che non ci sia un abisso professionale che permetta la rimonta. ma in un periodo come questo, sapete dove ce la si può mettere la professionalità? comunque, anche se lo scenario era diverso, a me vedere quella collega mi ha fatto venire in mente questo video, che devo dire a suo tempo aveva la capacità di ipnotizzarmi.

  • gli uomini invece fanno le puttane in altro modo. innanzi tutto lo fanno per un guadagno infinitamente superiore. gli uomini fanno per soldi o per potere. il combinato dei due sarebbe cosa ideale, ma di questi tempi è già una impresa ottenere uno dei due. tra qualche giorno una puttana maschile otterrà un premio. di lui si ricorderà che era una puttana, tutti lo sapevano, ma si atteggiava a persona etica e quando qualcuno gli faceva notare la contraddizione cadeva in imbarazzo. che  sono certo che questo imbarazzo durasse un attimo.
  • ogni sera che torno a casa - se so che non esco - mi viene voglia di correre. di salire in casa, cambiarmi, mettere le scarpette e andare a correre. ma sapendo che non è possibile perchè esistono i tempi di recupero, desisto e - come ho fatto stasera - vado là dove corrono i runners e sto qualche minuto appoggiato alla ringhiera a vederli passare. a incrociare con lo sguardo il loro passo, la loro velocità, l'abbigliamento, lo stile di corsa. e me ne vado a casa.
  • è quasi mezzanotte, domani è venerdì, e spero che il weekend vada come deve andare. prima ho messo Sabrina Salerno, ma adesso vi lascio con qualcosa di più consono ai miei gusti. it's punk '77 timing. Sham 69. "if the kids are united". come di consueto, un buon fine settimana a tutti voi, globalmente.

giovedì 24 luglio 2014

cinque/267

  • oggi è stata giornata di pranzi e di cene. di un pranzo che non è andato male ma avrei voluto andasse meglio e di una cena a cui non ho partecipato. stasera ho una gran brutta sensazione. certo, se prendiamo i miei pronostici elettorali non mi si dovrebbe prendere tanto in parola. qui però si parla di lavoro. di solito ci azzecco un pò di più. la sensazione è binaria, una sorta di sliding doors in cui comunque qualunque porta tu prenda le cose finiscono a cazzo. mia mamma mi chiedeva prima al telefono "se ho paura". e mi ha fatto sorridere, perchè io non ho mai paura di nulla se non della morte. chissà come le è venuta in mente questa cosa.
  • anche per sfogare il nervosismo sono andato a correre stasera. credevo di essere andato un pò più forte di quanto sia poi risultato sul cronometro (49' e 23" per poco meno di otto chilometri), ma credo di essere stato un pò penalizzato dal forte vento. se qualcuno mi avesse detto solo due mesi fa che avrei corso per cinquanta minuti di seguito gli avrei dato del matto.
  • ieri sera mi hanno portato al cinema. non ridete, ho visto "mai così vicini", ma la compagnia era solo femminile, quindi potete immaginare il perchè della scelta (e comunque non mi è dispiaciuto). l'ho visto all'Orfeo, che è sì una multi-sala, ma ricavato da una cinema sorto addirittura nel 1936, avendo tra l'altro ospitato in passato cantanti famosissimi, italiani e stranieri. io che sono abituato ad andare nelle nuove multi-sala, ho trovato bello andare per la prima volta in questo spazio.
  • poi siamo andati a mangiare qualcosa lì vicino. e ho capito per l'ennesima volta quanto possa essere difficile stare al mondo al giorno d'oggi. e per ciò intendo instaurare il giusto rapporto tra uomo e donna. niente di nuovo, assolutamente niente di nuovo.
  • è un pò che non metto musica. Siouxsie & The Banshees, "kiss them for me". buona notte per chi legge ora, buon giorno per chi legge domani.

lunedì 21 luglio 2014

cinque/266

  • insomma, sembra che i blogger a cui sono legato abbiano per adesso la capacità di anticiparmi nell'affrontare argomenti. dopo Mareva, abbiamo due altri casi. Iniziamo con l'amico Segnale Orario. ho scritto da lui e scrivo qui un personale mea culpa. io ho sempre fatto parte del partito dei giustizialisti. forse perchè da siciliano d'origine vedevo, da Chinnici in poi, i giudici impegnati nella lotta alla mafia cadere come mosche. forse perchè in tangentopoli vedevo un possibile riscatto morale di questo paese e nei magistrati gli esponenti impegnati in prima linea. beh, mi sbagliavo. qui non intendo parlare delle vicende berlusconiane, ma è inevitabile da queste prendere spunto per evidenziare che la giustizia in Italia è "il problema". e non ci si può limitare a dire che è colpa (solo) delle leggi fatte apposta per creare confusione, dei tre gradi di giudizio, degli avvocati spregiudicati. certo, quello c'è e fa. ma anche i magistrati mettono del loro. per motivi di lavoro da anni assisto a cause civili dove regna l'impreparazione, le calende greche volute, l'inutile bizantinismo soggettivo. sapete poi che sono stato coinvolto in una vicenda personale sgradevole, che si risolverà sicuramente in una bolla di sapone ma che intanto c'è. però è singolare che da una delle procure più impegnate in Italia - che a mio giudizio farebbe meglio a fare in fretta indagini riguardanti omicidi, corruzione, delinquenza comune - si sia stati così celeri (poche settimane) ad aprire un fascicolo per una vicenda che non doveva neanche presa in considerazione.
  • qualche giorno fa Lele ha raccontato la sua prima "esperienza forte" in fatto di raccolta dei rifiuti organici. nel mio quartiere a Milano la cosa è arrivata qualche mese fa. io sono molto rigoroso in fatto di raccolta differenziata. ma il fatto che la cosa sia iniziata in estate, caro Lele, non significa nulla. non sono infastidito dai cinque dico cinque tipi di differenziata (umido, plastica e alluminio, carta, vetro, indifferenziata), ma oggettivamente questi sacchetti in mater-bi non solo si biodegradano, ma hanno la capacità di generare un quantitativo di insetti da far impallidire le bibliche cavallette. ogni volta che butto qualcosa nugoli di moschini cercano di aggredirmi. poi io non è che produca chissà quanto rifiuto organico. e quindi che dovrei fare? buttare dei sacchetti semivuoti ogni tre giorni (sacchetti che non è che te li regalano, e se penso a quanto costa la tassa dei rifiuti qui a Milano...) ????
  • la mia fidanzata dice che dovrei mettere a frutto le mie conoscenze in fatto di pornografia. ora, a parte il fatto che vorrei capire come (scrivere una sorta di "Mereghetti" del cinema porno? fare il concorrente in un quiz televisivo ?), le ho spiegato che di espertoni più di me ce n'è sicuramente una cifra. mi faceva però notare che il porno garantisce democraticamente le pari opportunità. c'è posto per tutti, visto che abbiamo il genere milf, grannies, chubbies, midget, interacial, mature, hairy, oldies e credetemi potrei andare avanti ancora per tre righe. sia chiaro, interesse zero per l'urfidume, però questa roba esiste, altrochè.
  • il weekend è stato tutto sommato positivo. ieri si è andati in piscina, che non capitava penso da quando c'era la lira (diciamo che è parecchio che non succedeva), ieri sera ci siam persino inseriti nella movida milanese fino a tardi. e stasera a dispetto di una gamba sinistra che mi fa male sono andato a correre (e devo dire che in questo momento non mi fa più male di prima di correre, ma vediamo domani). distanza e tempo soddisfacente, 44' e 36" per 7,25 km, 9,75 km/h di media, ma con una seconda parte di percorso dove sono sceso decisamente sotto i 6 minuti per chilometro.
  • è due ore che ho la tele sintonizzata su RadioCapitalTV. nell'heavy rotation, la grandissima Donna Summer, "I feel love". buon inizio settimana a tutti.

giovedì 17 luglio 2014

cinque/265

  • Mareva ha avuto la capacità di anticiparmi nel suo ultimo post. parlo del primo punto del suo post, in cui ha parlato della sua noia nello stare con gli altri. in sei righe e mezzo ha espresso un concetto a cui stavo pensando qualche manciata di minuti prima che lei lo rendesse pubblico nella blogosfera. ieri sera siamo andati (nuovamente) al giapponese. mi hanno letteralmente obbligato ad uscire. ma io non avevo voglia. eravamo in cinque. ero con loro, ridevo, scherzavo, programmavamo altre serate. ma non avevo alcuna voglia di essere lì. non che la compagnia fosse sgradevole, anzi. ma mi stavo accorgendo che la sensazione prevalente in me in quei momenti fosse un misto tra la rottura di coglioni e la noia di cui scriveva la Mareva. siamo stati in giro tre ore e mezza, ma alla fine potevamo concentrare tutto quello stare insieme in un arco temporale, che so, di 20 minuti. un panino e una bottiglietta d'acqua. ma la sapete una cosa? la mia impressione (ma magari mi sbaglio) è che fosse la stessa cosa anche per le persone che stavano con me.
  • stasera abbiamo, con molta fatica organizzativa, giocato a calcetto. io all'inizio ero un pò preoccupato, perchè la gamba sinistra mi faceva male. e quindi ho faticato a carburare. poi i muscoli si sono scaldati e ho iniziato a giocare abbastanza bene, facendo un gol (di culo) e dei bei recuperi in difesa. abbiamo vinto 12 a 10. non abbiamo corso come al solito perchè c'erano 30 gradi e 3.000 zanzare, le prime che si vedono massicciamente quest'anno qui a Milano.
  • siamo andati poi a mangiare nel ristorante scarso vicino all'impianto. eravamo in quattro. uno ha iniziato a raccontare le sue avventure con le escort, preferibilmente slave. soprattutto di quando aveva più grano in tasca e spendere una decina di biglietti verdi non era un problema. ho fatto la stronzata di dire "mai speso un euro a mignotte in vita mia". me ne sono pentito, per il fatto che non conoscendolo molto poi succede che vieni visto come un alieno, a cui non viene dato minimo credito credito alle parole pronunciate.
  • vabbè, le dimissioni di Conte dalla panchina dei gobbi sono una pagina patetica e grottesca. poi hanno preso Allegri. ora, l'anno prossimo potranno vincere tutto champions compresa, ma volete mettere come mi sto divertendo in queste ore ?????
  • ma quanta roba è ancora Adriana Lima? buona notte amiche ed amici miei.

martedì 15 luglio 2014

cinque/264

  • non è che ci sia molto da dire. ho passato il fine settimana dai miei e con mia figlia. di base non ho fatto praticamente nulla. ma ciò nonostante mi sono sentito stanco, forse perchè ho fatto fatica a dormire. ho prenotato le vacanze che passerò con mia figlia. meta fortemente voluta da lei, io sarei andato da un'altra parte, si risparmiava qualche carta da 100 euro ed era un posto migliore. senza considerare poi che c'è il ragionevole rischio che una volta arrivati la riveda praticamente al check-in dell'aereoporto al momento di tornare in Italia. ma si sa, il rapporto è un pò sbilanciato tra noi due.
  • a livello di running sono parzialmente soddisfatto. sono andato a correre sabato mattina, svegliandomi molto presto e iniziando prima delle otto. tenendo conto che io non sono portato per correre al mattino, non così presto almeno, il mio 46' e 04" per poco più di sette chilometri mi è sembrato buono. purtroppo è ritornato il problema al polpaccio sinistro. stasera ero incerto se andare a correre, ma alla fine sono andato visto che non so quando potrò andarci nei prossimi giorni. ho fatto due serie di circa 3,3 km, fermandomi qualche minuto tra una e l'altra, la seconda un pò più lunga di una cinquantina di metri. 19' e 10" nella prima serie, 19' e 30" nella seconda. adesso - a parte il calcetto di mercoledi dove le forze si possono dosare - se fino a domenica non corro forse è meglio.
  • sono molto contento per la vittoria della Germania ai mondiali. innanzi tutto perchè gli argentini, in particolare Messi, mi stan sulle palle. e poi la vittoria tedesca è la vittoria della programmazione, dello scendere in campo confidando sulla forza atletica ed il rigore tattico. non so se ci avete mai fatto caso, ma le nazionali sono il prodotto della cultura nazionale. furbetti gli italiani e gli argentini, approssimativi i brasiliani, fantasiosi gli olandesi, ineccepibili i tedeschi. 
  • e poi le loro "whags" sono una meglio dell'altra. anche se io voto per Lena Gerckhe, la fidanzata di Sami Khedira, che è bellissima oltre misura. Khedira che non è esattamente un cognome tedesco, come potete immaginare.
  • chiudo con un'altra foto. Milano è stata ed è una città d'acqua. solo che poi gli uomini hanno deciso che così non fosse più. sono stati interrati i fiumi, che puntualmente esondano a ogni temporale, come è successo la settimana scorsa col Seveso. e lo stesso è avvenuto con una buona parte dei navigli milanesi. tutta la cerchia interna alle mura era un naviglio unico: Via Fatebenefratelli, Via Senato, Via Molino delle Armi, Via De Amicis, erano la cosiddetta cerchia dei navigli che fu interrata in epoca fascista. guardate ad esempio cos'era Via Fatebenefratelli all'epoca. buona notte a tutti.

giovedì 10 luglio 2014

cinque/263

  • è chiaro fin dal mattino. con questo clima mite è giornata perfetta per il running. il punto è: ha senso andare a correre stasera visto che ieri sera si è giocato a calcetto? ma più passano le ore e più mi dico che sì, si va a correre stasera. arrivo a casa poco oltre le sette, via giacca e cravatta, sù pantaloncini, t-shirt e le mie indistruttibili reebok. arriva un sms, sul mio naviglio c'è una coppia di amici a passeggiare, ma guardate amici miei che un runner non si ferma. vabbè, stretching e partenza. gli amici li incrocio all'altezza del parco, mi fermo giusto 30 secondi e proseguo, arrivo fino in fondo e torno indietro, al ritorno mi fermo non più di una decina di minuti, non è che non posso considerarli per niente. un pò di stretching e si riparte. stasera mi sento in formissima, guardo il cronomentro, arrivo al giro breve che sono a 39' e 15", ma si va avanti, si può fare di più. chiudo in 46' e 05", tra i 7,5 e gli 8 km, i dieci all'ora fatti sicuramente. e state certi che correrò altre due volte nel weekend che viene.
  • lo dico perchè io qui dico tutto quello che mi va di dire. il regime alimentare e l'attività sportiva stanno migliorando le mie capacità orizzontali (all'occorrenza quelle verticali, per carità). per carità, non mi risulta che nessuna si sia mai lamentata, ma io qui parlo della mia soddisfazione. tenendo conto che a me scopare piace, che penso che il sesso sia come la pubblicità - più ce n'è e meglio è - e che so benissimo che prima o poi ahimè non ci sarà più possibilità.
  • non avevo alcun dubbio, ma adesso lo dicono appositi studi. con la crisi aumentano gli stati depressivi. è finita.
  • non c'è niente da fare, ci sono due evergreen del fascino femminile: le scarpe e lo smalto. l'altra mattina ho visto una in Buenos Aires che ha creato un ingorgo nell'attraversare il corso. si sono fermati tutti, me compreso. diventava verde ma tutti stavano fermi. uno si è slogato il collo per cercare di vederla meglio. e aveva scarpe che iniziavano a notarsi fin da Loreto.
  • stasera è serata litfibiana, ci sarebbe l'imbarazzo della scelta a postare, tra hit del passato e del presente. "cafè, mexcal e rosita". buona notte amiche ed amici.