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domenica 22 febbraio 2015

cinque/327

  • amiche ed amici, da oggi il vostro preferito è un mezzomaratoneta. mezzo nel senso che questa mattina ho corso la prima mezza maratona agonistica della mia vita. vi avevo detto che ero abbastanza in forma (anche se nell'ultima settimana non avevo fatto grandissime performance), che ero arrivato in relativa scioltezza ai 16 km, ma dai 16 ai 21,097 della mezza ci sono 5 km che non sono pochi. è come quando nuoti in mare e man mano ti allontani dalla spiaggia. ti senti tranquillo fin quando arrivi al limite del giorno primo, superato quello è come nuotare nell'oceano atlantico. e ti domandi se puoi farcela o meno. e se non ce la fai come ti comporti? chi chiami ? se ti fai male al 14° km come torni alla macchina?
  • la decisione di farla è stata presa due settimane fa. sapendo di non averla sulle gambe. ma sentivo che dovevo forzarla la ricerca del momento giusto e che era necessario "rischiare". mi sono iscritto ad una mezza a circa 40 km da Milano. di quelle toste tra l'altro. tenete conto che il tempo massimo per essere rilevato dal chip era 2 ore e 15 minuti. per dire, la mezza di Giulietta e Romeo a Verona di una settimana fa aveva tempo massimo di percorrenza di tre ore. sono stato in tensione tutta la settimana. ho persino fatto saltare il calcetto con una modalità degna del miglior D'Alema. e questa notte ho dormito poco e male. morale della favola, questa mattina ero uno straccetto. ma fatta una fugace colazione sono uscito di casa fiducioso, nonostante la pioggia. arrivato al ritrovo ho visto le facce degli altri podisti, che mi confermavano la sensazione del livello alto degli iscritti (tenete conto che chi poi arriverà nei primi dieci, maschi e femmine, sono praticamente dei professionisti).
  • saluto quelli del gruppo a cui sono iscritto, ma poi mi allontano. non posso partire con gente che va più forte di me, significherebbe fare un danno enorme. poi a differenza della maggior parte dei podisti, io corro meglio al pomeriggio/sera che al mattino. non parliamo poi con pioggia e freddo. ma la pioggia sembra smettere, e il freddo poi non è poi così tale. si parte. solito difetto di ogni partenza. parto forte, che qui il forte è legato alla distanza che poi devo percorrere. mi ero fatto una tabella mentale in cui non dovevo mai andare sotto i 5,42 minuti al km, invece vado sotto 6 volte nei primi 10 km. garmin e cartelloni kilometrici sono "abbastanza allineati" (alla fine lo scarto sarà di meno di 80 metri) e arrivo ai 10 in poco più di 56 minuti, ai 15 in poco meno di 1 ora e 26', uniche soste l'immancabile scarpa slacciata e un ristoro durato pochi secondi. da lì in poi inizia l'oceano atlantico. e va come deve andare. cioè abbastanza a cazzo, andando sempre sopra i 6' al km, con un ventesimo km ridicolo addirittura a 6' e 51" (che non capisco come posso averlo fatto, c'era sì un piccolo tratto in salita, ma addiritura 6' e 51"!!!). ma arrivo fino in fondo, in 2 ore, 3 minuti e 59 secondi. che certamente non è un gran tempo - per dire, ha fatto meglio di me un 75enne, giuro! -, non sono arrivato ultimo ma non è che dietro di me siano arrivati in tanti.
  • però arrivare al traguardo era il vero ed unico obiettivo di oggi. quando ho iniziato a correre "seriamente", poco più di nove mesi fa, non potevo immaginare di arrivare a fare una mezza. quando ho corso la prima 10 km ho sputato l'anima per arrivare in fondo, oggi considero una 10 km una misura basica, tanto che snobbo ogni gara da 10 km, eccezione per quella che ci sarà tra un mese praticamente a pochi metri dalla casa della mia donna. e ho pianificato tutta una serie di uscite da qui ad almeno fino a fine maggio. quattro mezze, una dieci, magari un paio di tapasciate. perchè io amo correre, perchè correndo si va avanti.
  • non mi resta che augurarvi un buon inizio settimana amiche ed amici. non prima di dirvi che questa donna che posto mi fa veramente sangue. il porno non c'entra nulla, vediamo se qualcuno indovina chi sia.

mercoledì 18 febbraio 2015

cinque/326

  • nel post precedente, soprattutto nei commenti, si è molto parlato dei giovani di oggi. mi rendo conto che è alquanto antipatico fare paragoni con chi è venuto prima. ovvero con noi che giovani più non siamo. noi che siamo cresciuti negli anni '80 non venivamo forse "accusati" dalle generazioni precedenti per il nostro disimpegno? cosa che poi a quelli come me dava doppiamente fastidio, dato che così disimpegnati non si era. ma non si può non fare paragoni rapportandosi al "materiale" con cui si ha a che fare. e nel mio caso chi meglio di mia figlia può essere campione rappresentativo? con una premessa: di mia figlia, sempre in una logica ed ottica comparativa, non posso proprio lamentarmi.
  • ho scritto che ha un fidanzatino. e va bene. ho scritto che sua mamma ha chiesto di conoscerlo. e va bene, ci può stare. aggiungo che è ripetutamente salito in casa. va bene? non lo so, stiamo parlando di sedicenni. ho qualche dubbio se devo dirla. ma non solo, lei è stata "presentata" anche alla famiglia del ragazzo. e qui insomma a me sembra una gran cazzata. il giorno di San Valentino per loro è stato tutto un passare da una casa all'altra. poco più di un mese che stanno insieme. lo ami? no, "ma sei matto papà", che diventa "lui per me è una storia importante". sorvolo anche sul fatto che mi sembrava di parlare con una ragazzina che giocava a fare la donna. questo succedeva anche ai miei 16 anni, ed è stato così anche per voi ovvio che sì. "ma scusa papà, non vuoi conoscerlo? non vuoi sapere se sto con un bravo ragazzo o con un delinquente?". ma anche no sai, io penso che mia figlia sia intelligente e non si metta con una persona sbagliata. "ah...beh ti ringrazio per la considerazione...". guarda che non va bene questa cosa qua, è un "fidanzamento in casa", manco in Sicilia 30 anni fa avveniva. quale sarà il prossimo passo? le vacanze assieme con tutti i genitori? lui che dorme con te? e guarda che questa cosa non c'entra nulla con "lo stare attenti", che deve avvenire sempre e comunque.
  • insomma, un teatrino decisamente conformista. a 16 anni dei giovani vecchi. un pò come Renzi dai. io poi sono un caso estremo, per carità. a 48 anni sono così rispettoso della mia sfera privata che delle mie cose la mia famiglia sa poco più di un cazzo. ed è sempre stato così. l'unico rapporto di coppia, oltre 20 anni fa, dove c'era una forte ingerenza familiare (della famiglia di lei) è morto all'80% proprio per questo motivo, che mi sembrava di soffocare in quei pranzi domenicali noiosi ed inutili. quindi, tornando a bomba, nel confronto padre-figlia sono apparso più "liberal" (mi è venuto in mente questo termine, ci siamo capiti tanto....) io di lei. ma la maggior parte dei giovani è comunque così. e se mancano le benchè minime spinte ribellistiche nei giovani di oggi, un motivo ci sarà no? la famiglia è lo scudo protettivo, garantisce il livello giusto di libertà in cambio di un livello modesto e assolutamente incanalato di "trasgressione" (mi è venuto in mente questo termine, ci siamo capiti tanto....). chiudo dicendo: dove si trovava mia figlia oggi pomeriggio nel corso della consueta telefonata pomeridiana? nel centro commerciale più grande della città, ovvio.
  • questa sera da Floris Matteo Salvini sta facendo l'apologia dell'evasione fiscale, parlando di questa posizione del governo che comunque non si farà mai. anzi, più che apologia, ha straparlato alla grande. un pò come ai tempi di Grillo, ammetto che ho avuto cinque secondi cinque in cui mi son detto "ma magari potrei pure votarlo". ma come per Grillo, al sesto secondo non posso arrivarci. poi ci sono i taxisti, e chi mi conosce da anni sa che li odio. non esagero, li odio. soprattutto quelli romani. ma pure quelli torinesi non scherzano. e di fronte ai fatti che ho appena raccontato che mi sento orgogliosissimo del mio essere liberale di sinistra.
  • al lavoro mi annoio. ma pazienza. i pensieri belli sono rivolti altrove. e non solo alla qui postata Aidra Fox. buona notte o buon giorno per domani.

venerdì 13 febbraio 2015

cinque/325

  • avere un buon rapporto con una figlia adolescente ha dei pro e dei contro. e quando si tratta di iniziare a parlare di certi argomenti, anzi quando si inizia ad ascoltarli questi argomenti, bisogna sapersi porre in modo intelligente. ieri sera mia figlia mi dice "che oggi è un mese che sto con M.". ecco, dovete sapere che io sono stato il primo ad essere informato della cosa. non l'ho mai visto, ma ho visto altri ragazzi della compagnia che frequenta. mi sembrano "relativamente innocui". io alla loro età ero più debosciato e di gran lunga. inevitabilmente ho fatto mente locale alle pulsioni sessuali che avevo a quella età. erano alquanto basse. ieri sera però lei mi richiama per dirmi che non ha risposto prima "perchè era in casa con M.". come in casa con M.? quale casa? "casa mia papà !". bene, quindi sua mamma lo ha voluto conoscere e lo ha fatto salire in casa, anche per tentare di controllare la situazione. anche io mi sono posto in modo sdrammatizzante senza usare perifrasi. ridendo le ho ricordato che se fa qualche cazzata l'ammazzo. e l'ho congedata dicendole "non fare cose che io non farei. anzi no, non fare cose che io farei !". e ci siamo messi a ridere.....
  • l'argomento "più facile" di chi è "contro" i fenomeni migratori e dintorni (utilizzo questa preposizione virgolettata perchè è difficile ricomprendere tutte le sfaccettature del "contro") è: "se proprio vi piacciono i ..... - e qui metteteci chi volete voi - ospitateli a casa vostra. argomento un pò rozzo ma che ha una sua efficacia, lo ammetto. oddio, più che rozzo un pò semplicistico. per dire, io a casa mia non ospiterei neanche mia mamma. 
  • ma tranquilli, non è poi di questo che voglio parlare. sapete poi che non mi piace avere certezze, in generale dico. su questo argomento poi non ne parliamo. ma cinque anni fa ci fu un caso in Italia che qualche certezza in realtà me la fece venire. e parlo della "rivolta di Rosarno", quella in cui la manodopera africana che raccoglieva agrumi in quel paese in provincia di Reggio Calabria a (quando andava bene) 25 euro al giorno si ribellò anche violentemente a seguito del ferimento di tre di loro da parte di persone mai identificate. le cronache dei fatti potete leggerle qui e qui. la rivolta fu sedata dall'intervento delle forze dell'ordine ma soprattutto della 'ndrangheta.
  • ecco, quella vicenda mi colpì molto. che in un paese della Calabria con tassi ufficiali di disoccupazione tra i più alti dell'unione europea si ricorresse al lavoro nero, al caporalato, allo sfruttamento schiavistico degli extracomuniatri, mi fece capire che nessuna teoria complottistica, nessuna politica dei respingimenti, niente di tutto ciò ha un senso se poi la nostra realtà è questa. queste persone vengono qui perchè dove abitano loro si sta peggio e non rubano neanche un posto di lavoro. tanto al giovane calabrese tra il farsi il mazzo salendo sugli alberi e stare a casa a fare un cazzo preferisce questa ultima ipotesi. così come non vuole pulire il culo ai propri vecchi (si vada alla voce "badanti ucraine"). non vuole fare i turni di notte come infermiera generica (si vada alla voce "infermiere polacche negli ospedali pubblici"). non vuole alzarsi alle cinque del mattino per andare a fare i mercati al freddo o al caldo (si vada alla voce "bancarelle della frutta gestite da asiatici o egiziani").
  • va bene, va bene, adesso c'è chi dirà che si tratta di lavori che non hanno marginalità, pagati sempre al ribasso, inizieranno le riflessioni macro e microeconomiche, i vostri interventi intelligenti ed ideologicamente orientati e bla bla bla e ancora bla.... lo so, anche quegli argomenti, anzi quelle gisutificazioni le conosco. ma per intanto stiamo ai dati di fatto di partenza. la nostra economia è fatta da centinaia di migliaia di "posti di lavoro" che i nostri giovani non vogliono più fare. perchè è meglio starsene a casa e prendere una bella laurea inutile in storia del capello o scienza di 'staminchia! buon fine settimana amiche ed amici miei, e fate le cose che conto di fare!

martedì 10 febbraio 2015

cinque/324

  • iniziamo dalla parte sportiva? iniziamo dalla parte sportiva. sabato ho fatto 16 km in un'ora e mezza, che è la mia massima distanza percorsa. stasera mi sono dedicato ai corti veloci, in particolare ho di nuovo abbassato il mio record sui 5.000 metri, fatti in poco più di 26 minuti. vabbè, sono in forma, ma temo sempre l'infortunio, che alla mia età potrebbe essere ipotesi plausibile. ma forse, diciamolo, è plausibile anche per chi giovane non è.
  • come vanno le mie bruciature? non lo so. tutti dicono che non rimarranno segni, ma io non sono così convinto. anzi, non sono convinto per niente. i segni, soprattutto quello più grande, sono lì sul viso. e quello più grande è quello che mi preoccupa di più. andare dal dermatologo credo che non abbia senso. ormai il danno è stato fatto, le conseguenze si vedranno più avanti. è vero che se fosse successo in primavera, col sole, sarebbe stato peggio. vediamo. le palle mi girano ancora, se devo dirlo.
  • leggevo, ad esempio sul blog di UUIC e su quello di Rudi, entrambi bolognesi, delle conseguenze delle neve di giovedi. l'italia che va in ginocchio per la neve. e tutti a gridare allo scandalo e alla vergogna nazionale. io ho detto che abbiamo memoria corta. venerdi, quando il mio amico Roberto mi ha telefonato per sapere come stavo dopo aver letto il blog, ci siamo ricordati della famosa nevicata torinese del 1987. in rete ho trovato questo articolo di repubblica, che descrive quanto successo in quelle ore convulse. se non ricordo male fu una nevicata degli ultimi giorni della settimana. più di mezzo metro di neve. tanta roba, ma non il metro della più famosa nevicata milanese del 1985. scuole chiuse, come dice l'articolo, università chiusa come ricordo bene. o per o meno io certo non ci andai. sabato e domenica sicuramente al caldo in casa. subito dopo la neve si compattò causa freddo. nei giorni successivi però vennero giornate più calde. non avete idea di quante auto parcheggiate vennero sfondate dai cumuli di neve caduti dai cornicioni. e all'epoca non si usava fare le assicurazioni contro gli eventi atmosferici. centinaia e centinaia di torinesi andarono incontro a danni significativi.
  • al lunedi la vita tornò più o meno alla normalità. più o meno perchè la neve era ancora lì, al massimo ai lati della strada. i famosi corsi di Torino, da due se non da tre corsie, diventarono strade dove auto e bus passavano incolonnati. prendo il mio autobus che porta dalla periferia al centro di Torino. normalmente un percorso di mezzora. un calvario. il viaggio durò quasi due ore. e di autobus ne passavano pochi pochi. io di quella giornata ho un ricordo nitido. eravamo tutti stipati come sardine e mi trovavo davanti, in piedi vicino all'autista. accanto a me c'era una donna sulla trentina, ben vestita tipo donna in carriera. molto spazientita per la lentezza del traffico. continuava a sbuffare, a parlare a voce alta. ad un certo l'autobus si avvicina ad un semaforo che diventa giallo e poi ovviamente rosso. l'autista decide di fermarsi. avrà forse fatto anche bene, il traffico era quello che era. succede che questa donna si incazza come una bestia ed inizia a inveire contro l'autista "reo" di essersi fermato. ricordo che disse che non poteva arrivare in ritardo al lavoro dopo che era stata assente nei giorni precedenti. insomma, svalvolò ben bene. tutto ciò per dire che quando succedono queste cose i disagi ci sono e sempre ci saranno. per la cronaca, come da foto allegata, in centro a Torino caddero 63 cm di neve (probabilmente una decina in più dove abitano i miei).
  • quindi stasera niente figa in foto? facciamo l'uno e l'altro dai, due foto di neve ed una di figa che non si può rinunciare alle sane abitudini.... buona notte o buon giorno, a seconda di quando mi leggete.

venerdì 6 febbraio 2015

cinque/323 (di saturno contro ovvero sono un coglione)

  • non è stata una gran settimana fino ad adesso. non era successo niente di particolare ma si capiva che c'era un "qualcosa di strano". mi sentivo un pò elettrico, un pò fuori posto, un pò scazzato. e accanto a queste sensazioni una serie di fattarelli minori che presi uno ad uno non ci fai caso, sommati fanno un bell'insieme di negatività. ma niente rispetto a ciò che è successo stasera.
  • arrivo a casa abbastanza presto. penso a cosa mangiare e opto per delle "lunotte", delle mozzarelline impanate surgelate. lo so, non è il massimo della salute ma ogni tanto concedetemelo qualche sfizio. vanno messe nel forno caldo per un quarto d'ora. io forse le ho tenute qualche minuto in più. fatto stà che nel prenderle con una forchetta e metterle nel piatto una mi è esplosa...... in faccia! immaginate una serie di schizzi di mozzarella calda sul viso, che mi colpiscono lo zigomo, l'orecchio e una parte del collo, tutto a sinistra. vado a lavarmi con l'acqua fredda. mi metto addirittura a mangiare, che mi sembra di averla svangata. poi mi guardo allo specchio e capisco di averla fatta un pò grossa la cazzata.
  • chiedo un suggerimento alla mia donna al telefono... "che faccio vado al pronto soccorso ?". ok, si va al pronto soccorso nonostante nevichi. dovrei andare a Niguarda, ma penso di andare al Bassini di Cinisello. è più lontano ma confido sul fatto che non ci sia molta gente. infatti arrivo, passo subito dall'accettazione, un infermiere gentilissimo mi disinfetta ma soprattutto mi dà del ghiaccio che mi lenisce il dolore che adesso inizia a sentirsi. inizio a cagarmi un pò addosso se proprio lo devo dire. temo che mi rimarranno dei segni.
  • dopo pochissimi minuti entro in sala medica, racconto quello che mi è successo ed un dottore mi dice "ed è venuto per questo? ormai non può che tenersela la bruciatura!". gli spiego che mi sono preoccupato, che so benissimo che ormai è successa questa cosa, ma che dovevo fare? mi guarda mentre l'infermiera mi mette una pomata, parla in modo incomprensibile ma mi sembra di capire che dica che non ci saranno danni permanenti, mi spiega cosa succederà nei prossimi giorni, mi stringe la mano e mi congeda. dal mio arrivo al ps all'uscita passano credo 15 minuti. quando sono già a Milano mi accorgo che mi ha passato come codice bianco. che significa che entro una settimana dovrò pagare 25 euro. cioè, lui mi scrive che ho avuto una ustione di II° grado (è troppo poco? dovevo versarmi una pentola d'accqua bollente in testa?) ma valuta ciò come situazione non urgente. sarei forse dovuto andare, esattamente 24 ore dopo, dal mio medico di base? in una farmacia? senza contare un referto lasciatomi zeppo di errori e con l'idicazione di una pomata contro le ustioni che non esiste come mi ha detto uno dei farmacisti che ho incontrato in questa brutta serata (parlo al plurale perchè nella prima farmacia notturna in cui sono andato la pomata che aveva un nome diverso da quanto scritto dal medico non c'era). vabbè, da buon cittadino onesto pagherò questo ticket, nonostante le centinaia di euro che pago al SSN per prestazioni che spesso non utilizzo visto che a mia volta verso altri contributi al fondo sanitario privato cui aderisco. e intanto scrivo ciò tenendomi le mie belle, si fa per dire, bruciature.
  • questa cosa ha offuscato il calcetto vittorioso di ieri sera e relativa cena a seguire, e mi rende abbastanza nervoso per questo fine settimana, in cui non so bene cosa farò. di certo so che sta nevicando in questo momento. cerchiamo e cercate di passarlo al meglio. un saluto ed un abbraccio globale.

martedì 3 febbraio 2015

cinque/322

  • ieri sera ho corso 15 km in 1h e 25'. forse, e dico forse, sono pronto per la mezza maratona. dovrei anche avere individuato luogo e data. scaramanticamente, non dico nulla; e domani sera penso ad un mix ripetute / corto veloce.
  • nei blog amici qui alla mia destra si esprimono opinioni tra le più disparate relativamente a ciò che sarebbe giusto per l'Italia. c'è chi vorrebbe una Italia più di destra oppure più di sinistra. una Italia più renziana oppure tsiprasiana e/o podemosiana. una Italia più riformista oppure più conservativa. una Italia anti-islamista oppure una Italia più aperta allo straniero. una Italia NO tav ed una Italia più orientata alle opere pubbliche. 
  • parole e pensieri in libertà e a ruota libera. a sensazione, in altri paesi vicini a noi tutte queste forze dispersive non sussistono. qualcuno potrà dire che ciò è vero in quanto non siamo nazione, in realtà credo che ciò avvenga perchè mancano sistemi valoriali che sappiano fare da collante. per quanto superate dalla storia, le tradizioni democristiane e comuniste hanno fatto crescere l'Italia per 30 e passa anni. quel sistema è saltato, e niente e nessuno sono stati in gradi di sostituirlo: Berlusconi e Prodi, i vagiti (vomiti) federalisti della lega e l'ulivo, Grillo e Renzi. tutti fenomeni effimeri che non sopravvivono decentemente ad un mandato elettorale. anzi pure meno.
  • fare non è impresa facile nel nostro paese quindi. e pensando a questa cosa oggi mi è venuto in mente il mio ex capo. oddio, mi è venuto in mente anche a margine di una serie di telefonate fatte stasera. lui quando si trovava in quelle riunioni in cui si dice tutto ed il contrario di tutto tendenzialmente si innervosiva. cercava di richiamare a concretezza. a chi poneva obiezioni, a chi di fatto metteva i bastoni fra le ruote lui poneva seccamente un bel "e quindi ?". poi non lasciava spazio all'interlocutore e proponeva la sua idea. se il contesto era "direttivo" in realtà la imponeva. se il contesto richiedeva "assertività" superava le eventuali resistenze dicendo "però se pensi di farla meglio, falla tu questa cosa".
  • naturalmente in entrambi i casi trovava approvazione, perchè si è tutti bravi a parlare ma meno, molto meno a fare. detto questo, è giusto che voi sappiate che la Puglia si sta facendo onore pornograficamente parlando in tutto il mondo. buona notte o buon giorno per domani.

venerdì 30 gennaio 2015

cinque/321

  • per rispondere a Clorinda, ebbene sì, lo sport - o meglio, fare sport - è una delle cose più importanti della vita. detto questo, udite udite, mercoledì sera abbiamo ripreso il calcetto. con delle incombenze organizzative (mie) che neanche potete immaginarvi. ma poi è stato bello. manto erboso nuovo, pallone ben riscaldato, volendo si aggiunge un euro e ti fanno anche la ripresa video. poi che si sia perso è particolare ininfluente. dopo io ed un altro siamo andati a mangiare nel ristorante improbabile. e sono riuscito a superarmi come non mai nel chiedere il conto. 30 euro in due. saperci fare è tutto nella vita.
  • per non farci mancare nulla, ieri sera ho fatto un "corto veloce", un allenamento che in un certo senso si può equiparare alle ripetute. nella fattispecie, prendi un dato tempo (nel mio caso mezzora) e corri a più non posso. questa cosa mi ha permesso di battere il mio record sui 5.000 (ho girato a 5'16' al km facendo i 5.000 in 26' e 21") e di fare nella mezzora 5,63 km (ho rallentato dopo i 5.000). poi una corsettina verso casa, doccia e cena.
  • su alcuni blog amici si solidarizza con Erri De Luca. sono nettamente in disaccordo con queste manifestazioni di stima, ma non è del motivo del contendere che voglio parlare, anche perchè per reati di opinione in Italia non va in galera nessuno (ma anche per altri tipi di reato) e poi grazie ai suoi libri (illeggibili, come faccia a piacere resta un mistero) ha fatto i soldi e si può permettere ottimi avvocati. in realtà è tutta questa Italia che ha giocato a fare la rivoluzione, qualcuno a parole qualcun altro nei fatti (Erri De Luca era il responsabile del servizio d'ordine di Lotta Continua, tra i più famigerati negli anni '70, quelli che andavano ai cortei con pezzi di stoffa rossi attaccati a sbarre di ferro e chissà quanti crani di avversari politici si sono sfasciati in questo modo) ma che anzichè chiedere scusa per ciò che erano sono diventati scrittori, giornalisti (di mediaset), politici, opinionisti sportivi. agibilità sociale totale, tutti lì belli borghesi e ricchi, uniti lobbisticamente in questa trasformazione a costo zero. guardate chi c'era in Lotta Continua. Paolo Liguori, estremista berlusconiano su mediaset. Luigi Manconi, uno che metterebbe agli arresti domiciliari o ai servizi sociali anche un pluriomicida. Gianfranco Miccichè, in publitalia prima ed in Forza Italia poi, privatamente un po' cosi. Giampiero Mughini, opinionista in quota moggiana nelle reti mediaset. Sofri, Bompressi e Pietrostefani, coinvolti nell'omicidio Calabresi. Paolo Cento, che ha fatto ricorso perchè vogliono togliergli qualche euro dal vitalizio che ha iniziato a prendere a neanche 50 anni (come peraltro sta facendo oggi Mario Capanna, per 300 dei suoi 5000 netti al mese). ma l'elenco è lungo, e i nomi sono tanti. sapete cosa è tutta questa gente, dalla prima all'ultima delle persone citate? gente di merda.
  • e quando vedo questa gente io penso a mio papà (ma oggi io spesso mi trovo a pensare a mio papà, anche se lui non lo sa). che ha iniziato a lavorare a 14 anni in un pastificio. che ha votato sempre PCI non perchè volesse la dittatura del proletariato, ma perchè credeva che un mondo migliore potesse anche essere un aumento di stipendio che ti permette di pagare una rata di mutuo più bassa o tirando un pò la cinghia far studiare i figli. un diploma e perchè no una laurea. una persona che si è sempre comportata bene. e che oggi a 82 anni può tranquillamente dire di far parte dell'Italia migliore e da prendere ad esempio, non come quella feccia lì sopra.
  • sarà un fine settimana strano. sicuramente intenso. all'inizio anche noioso, ma poi dovrebbe rimontare più positivamente. un abbraccio a tutte e tutti, divertitevi e non peccate.

martedì 27 gennaio 2015

cinque/320

  • iniziamo con le cose importanti, che sono le uniche che contano veramente. dopo una prima uscita così così giovedi sera, sabato pomeriggio c'è stata una seconda uscita decorosa con un percorso neanche facile. 1 ora secca per 10,50 km. da iniziare ad essere soddisfatti. poi stasera sono uscito alle sette e mezza. non è facile di sera, dopo il lavoro e di lunedi. le gambe sembravano tenere. e alla fine è uscito a sorpresa un 12,22 km in 1h, 09' e 26". 5' e 40" al km. era da un mese che non correvo così soddisfatto del risultato.
  • venerdi ero a pranzo con un pò di colleghi. si sono aggregate due colleghe di cui avrei fatto a meno. di questi tempi, ma soprattutto di venerdi, preferirei parle di culi e tette se devo dirla tutta. ma c'erano queste due, e mannaggia a loro si è iniziato a parlare di lavoro. o meglio, una delle due, spalleggiata da un collega che aveva anche lui vissuto quell'esperienza, ha iniziato a tessere lodi sperticate di quella che lei considera l'azienda n.ro 1 del nostro settore. ora, di questa azienda è giusto parlare al passato e non al presente. è stata un'azienda tipica del capitalismo italiano. gli azionisti? il salotto buono della borghesia. il management? un manipolo di ladri, e quando dico ladri intendo proprio ladri. l'attivo patrimoniale? fatto dalle principali banche italiane che l'hanno finanziata in modo indiscriminato. il business plan? acquistare prodotto a prezzo alto confidando che questi magicamente cresca di valore per poi rivendere e lasciare il cerino in mano ad altri.
  • secondo voi com'è finita questa storia? naturalmente a cazzo. non c'è una cosa dico una di questa società che sia girata per il verso giusto. gli azionisti hanno venduto smenandoci. chi ha acquistato ha fatto una finta iniezione di capitale. l'avveniristico headquarter milanese ha perso centinaia e centinaia di dipendenti (la leggenda diceva che solo i dirigenti avessero l'ufficio singolo, spesso un bugigattolo se dirigenti di seconda linea). quello che la collega ha definito un "caso di successo" si è rivelato una terribile sola. ma lei, e l'altro collega, ancora sono lì a dire che è una storia imprenditoriale di cui si parla nelle facoltà di economia, a prescindere da come sia finita. io avrei voluto stare zitto, e lo sono abbastanza stato. ma il manzo, nella sua concretezza brianzola, non ci ha più visto e gliene ha cantato di ogni. giustamente. io mi sono limitato a dire che, al netto degli errori che ci possono stare, sono altre le storie di successo di cui si può parlare nelle business school italiane. che so, con tutti gli enormi limiti e ombre della sua storia, parliamo della fiat che comunque ha 120 anni di storia. parliamo di luxottica, parliamo di certi settori dell'industria di stato. non di quella banda di cialtroni che oggi non sono più niente perchè il mondo è cambiato. o forse il mondo è cambiato perchè c'erano storie come questa?
  • ma loro ancora a ricordarsi i bei tempi andati. di quanto sono stati bene in quegli anni. ma è ovvio. pensate forse che di quell'enorme truffa abbiano beneficiato solo gli azionisti? la prima linea manageriale? la seconda linea manageriale? ma no, ne hanno beneficiato tutti. anche la centralinista. sciambola! ce n'è per tutti! e allora perchè stupirsi che Tsipras abbia vinto in Grecia? pensate che sia una vittoria di sinistra? macchè sinistra, vinte le elezioni si è alleato con un partito di destra anti-euro! i greci lo hanno votato perchè si ricordano i bei tempi andati, quelli in cui c'era un numero di dipendenti pubblici ingiustificato, in cui le tasse non le pagava nessuno tanto da far sembrare l'evasione fiscale nostrana una roba inesistente, un debito pubblico che schizzava alle stelle col suo apice coincidente con i lavori per le olimpiadi del 2004 (vi dice niente questa cosa? chi è che vuole fare le olimpiadi a Roma?). adesso arriva questo bel 40enne, che dice di essere come Renzi (e chi glielo spiega a Vendola e Fassina?), raccoglie quasi il 40% dei voti dei greci all'insegna del "basta sacrifici". vabbè, e i conti come li sistemiamo? solo col turismo?
  • mi dispiace amiche ed amici, ma non c'è due senza tre. beccatevi una nuova foto della mia preferita. purtroppo castissima, ma la mia policy esclude il nudo anche parziale. buona notte o buon giorno che dir si voglia.

venerdì 23 gennaio 2015

cinque/319

  • domani, o forse è meglio dire tra qualche ora, è venerdi e finisce la settimana lavorativa. per me sarebbe la prima intera da circa un mese, che tra vacanze e malattia sono stati più i giorni passati a casa che quelli passati in ufficio. questa settimana, che ripeto non è ancora finita, l'ho "gestita". di base, non è una roba semplice. ci vuole esperienza. fai delle riunioni con persone più importanti di te e racconti loro un sacco di fregnacce, che al 50% dimenticheranno, al 50% sono questioni che verranno superate da altre divenute più urgenti o più importanti. nel frattempo il tempo passa, uno stipendio in più viene guadagnato e tutti sono (abbastanza) sereni. per non parlare di quella cosa mostruosa che è la mail che un responsabile di un qualcosa manda a cinque/sei destinatari chiedendo l'approvazione sui contenuti. io ho imparato una cosa: a queste mail non rispondo MAI. cosa che invece fanno puntualmente gli altri. ed ecco scatenarsi un bestiario di oscenità. ieri sera a mezzanotte (o questa mattina alle sette e mezza?) ho letto una risposta del mio capo che ha mostrato tutta la sua incapacità. ed il bello che essendo il capo anche degli altri che è successo? ma ovvio, tutti a trovarsi d'accordo con questo vate della managerialità. questa mattina per fare qualcosa di diverso sono andato ad un incontro della nostra associazione. un misto tra formazione e confronto tra aziende. vabbè, mi piace vincere facile. ero anni luce avanti agli altri. naturalmente mi sono potuto permettere di fare il gran figo. mi è bastato fare un paio di uscite per vedere la dozzina di persone sedute attorno al tavolo uscire dal torpore, riprendere l'attenzione, muovere la testa in segno di approvazione.
  • A Vigevano succede questo. ecco, diciamo che ho trovato un motivo in più per non avere whatsapp. ma pensavo: esattamente, che foto hard si è fatta questa prof? si toccava? lo faceva aiutandosi con un vibratore? magari un doppio vibratore? ha usato carote, zucchine, peperoni o altri ortaggi acquistati all'esselunga o alla coop? cioè, non mi è chiaro cosa possa essere una "foto dal contenuto forte", così forte da obbligarla a chiedere scusa alla classe. leggo ora sulla provincia pavese che si è trattato di un selfie della sua passera. per la mia soglia etica un fatto assolutamente insignificante. l'unico problema è il fatto che tra 15 giorni questa foto sarà presente su tutti i siti amatoriali mondiali.
  • il compianto Massimo Catalano avrebbe detto che è meglio fare tanto sesso e farlo anche tanto bene. grazie al cazzo, credo che sia la considerazione comune. ma tra quantità e qualità io voto per la prima. quelli che dicono "meglio trombare poco ma bene" non mi convincono. quanto può durare l'onda lunga di una bella scopata, al netto dei cazzi che possono attanagliare la testa di ognuno di noi? due giorni? tre? diciamo al massimo quattro o cinque, poi per forza di cosa la voglia ti viene. ed è anche per questo motivo che ho sempre trovato improbabili - a meno che non sia dei fighi assoluti - quelli che vivono di scopate fugaci. ma quante ne puoi fare? quante trombamiche si possono avere pronte a "soddisfare" le tue esigenze?
  • dopo 11 giorni, una brutta influenza, la sinusite e chi più ne ha ne metta, stasera sono tornato a correre. ero armato delle migliori intenzioni, ho fatto poco e male. poco più di sette km con tanta fatica, poi tre ripetute da 600, 200 e 100 metri. è proprio vero che basta un niente per perdere ciò che hai conquistato con enorme fatica. già andavo male prima dell'influenza, figuriamoci adesso.
  • vabbè amiche ed amici, vi auguro buona notte. ma anche buon giorno e buon fine settimana. non c'è 1 senza 2, per cui nuova foto della Michaela che spacca nel softcore. le tradizioni si rispettano.


mercoledì 21 gennaio 2015

cinque/318

  • l'influenza è passata e non è passata. nel senso che ho ripreso a lavorare e a fare una vita (quasi) normale, ma ancora non mi sento perfettamente in forma. lo dimostra già il fatto che non corro da dieci giorni. anzi, non faccio la benchè minima attività sportiva da dieci giorni. anche il calcetto è fermo. non si è giocato (ma io non avrei comunque potuto) la settimana scorsa, non si giocherà domani sera. della corsa mi dispiace, del calcetto onestamente meno. domani sera o giovedi sera potrebbe essere l'occasione per tornare a correre, ma so che nelle prossime 48 ore non è previsto bel tempo.
  • questa sera ho fatto un aperitivo col mio ex capo. abbastanza veloce direi, dalle sette e qualcosa alle otto e mezza. me lo ricordavo come un locale non tanto economico, per gli aperitivi, visto che era abbastanza fighetto. invece era poco fighetto, pienissimo e abbastanza economico (per gli standard milanesi). la Milano da bere è un pò meno da bere. cioè, è da bere ma con un occhio al portafoglio.
  • domenica siamo tornati al cinema. a vedere l'ultimo di Clint Eastwood "american sniper". non me ne avevano parlato benissimo. e onestamente mi ha lasciato perplesso. soprattutto aveva un tasso di angosciosità abbastanza alto. può sembrare ovvio, visto che si trattava di un film (tra l'altro una storia vera) di guerra e le tensioni ne rappresentavano l'aspetto prevalente. grandissimo come sempre Bradley Cooper, anche se non diretto da David Russell. detto questo, io al cinema ci andrei sempre. e adoro le multisala, quelle che trasmettono mezzora di trailers prima che cominci il film.
  • la pax aziendale prosegue. che altro si può dire quindi? niente, se non che va bene così. forse.
  • il mese scorso vi avevo mostrato una che spacca nel soft core. ma questa che posto stasera non scherza un cazzo. buona notte o buon giorno per domani.